Pazienti e medici dopo l’emergenza sanitaria da covid-19: il ruolo strategico della telemedicina

Una delle tante conseguenze emerse in seguito all’emergenza sanitaria da covid-19 è stata l’attenzione, del grande pubblico, rivolta alla telemedicina. In questo periodo, infatti, moltissime tipologie di pazienti, non solo cronici, ai quali, purtroppo, è ben noto il beneficio del monitoraggio a distanza, hanno potuto apprezzare la facilitazione offerta da questo ambito di applicazione della medicina che vede il contributo dei medici, prima di tutto, ma anche di una amplissima schiera di tecnici, ingegneri e scienziati che, tutti insieme, si prendono cura del paziente cercando di superare le barriere che la medicina praticata prevalentemente all’interno delle strutture sanitarie avrebbe maggiori difficoltà ad affrontare.

Pazienti e medici dopo l’emergenza sanitaria da covid-19: il ruolo strategico della telemedicina

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È bene dire subito che anche se nel mondo accademico si usa porre l’accento sulle due facce di una stessa medaglia, impiegando i termini anglosassoni di telemedicine e telehealth,  nel nostro contesto adoperiamo telemedicina come sinonimo del secondo.

Si diceva che uno dei benefici della telemedicina è proprio la possibilità che essa offre nel superamento delle barriere legate alla distanza. In tal senso, nel periodo dell’emergenza sanitaria, si sono sentite e, molte volte, viste scene dove medici discutono dei casi clinici in una videoconferenza o, sempre ricorrendo alla modalità telematica, in cui un dentista controlla lo stato dell’apparecchio di un giovane scattando delle diapositive mediante webcam. In alcuni casi, quelle diapositive, non sono delle semplici foto, ma hanno la stessa funzione delle lastre fatte all’interno della struttura, se esse vengono eseguite impiegando dei software avanzati, che magari fanno uso di intelligenza artificiale, e delle telecamere capaci di catturare immagini ad altissima definizione.

Ma la telemedicina è anche la chirurgia robotica che si esegue attraverso l’accesso remoto. Sempre il ricorso alla telemedicina  permette le terapie fisiche eseguite tramite gli strumenti di monitoraggio digitale. Basti pensare, ad esempio, ai malati di diabete e, in genere, ai pazienti con altre malattie cardiovascolari ,ai quali è data la possibilità di essere osservati da casa attraverso l’invio continuo dei propri dati sanitari.

Grazie allo sviluppo delle nuove tecnologie digitali e telematiche e l’impiego di algoritmi intelligenti, la telemedicina sta ampliando sempre di più i suoi orizzonti e i suoi campi di applicazione, tanto che oggi si parla, ad esempio, di telenutrizione, per riferirsi all’uso delle tecnologie telematiche per l’erogazione della consulenza online del nutrizionista e del dietista, o di telecardiologia, teleradiologia e così via.

Il ricorso alla telemedicina, come si è detto sin dall’inizio, non va pensato solo durante l’emergenza sanitaria da covid-19. Essa rappresenta, invece, un’opportunità anche in termini di sostenibilità. Le medicitna che ricorre alle nuove tecnologie intelligenti e alla telematica, infatti, può essere utile per i pazienti in comunità isolate, che possono ricevere cure da medici o specialisti lontani senza che i pazienti, o gli stessi medici, debbano viaggiare.

Notevoli sono gli interessi che la telemedicina suscita in ambito di sostenibilità economica. Proprio la sua natura digitale fa ritenere a molti operatori e policy maker che essa possa produrre risparmi al sistema sanitario, ma va tenuto presente che la redditività economica si basa sul modello di finanziamento del sistema Paese, sulla disponibilità da parte dei pazienti di ricorrere a tali servizi e, ovviamente, di sostenerli economicamente, e sulla remunerazione attesa da parte dei medici o delle strutture sanitarie e commerciali e forniscono i servizi.

Saranno questi i temi trattati nel YTalk salute che si tiene alle 15 sui canali di YPeople (ypeople.it, YTv e gli altri canali web della piattaforma di Y Media). Gli ospiti saranno il professore Domenico Salvatore, docente di Economia, Management e Sostenibilità all’università Suor Orsola Benincasa, esperto di telemedicina, il dottor Antonio Merlino, amministratore delegato della clinica Montevergine di Mercogliano, centro di eccellenza per le malattie cardiovascolari e metaboliche che adotta la telemedicina nella pratica quotidiana e Nicola Provenza, medico e membro della commissione parlamentare affari scoiali e sanità.

A condurre YTalk salute ci sarà  Aldo Pio Feoli, ci direttore di YPeople. In collegamento Ernesto D’Avanzo, docente didigital innovation e intelligenza artificiale all’Università di Salerno che insieme ai suoi studenti e a quelli dell’Università di Trento, guidati dalla prof.ssa Mariangela Franch, dibatteranno con gli altri ospiti del YTalk salute di telemedicina, delle sue prospettive e di tutti i temi economici ed etici che essa implica.

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