Analisi sull’utilizzo dei social network: dai più usati alle possibili patologie

La tecnologia è incastrata nella vita di ognuno di noi in forma differente: partendo da uno smartphone, passando per un computer e terminando con un televisore. Di conseguenza, ancora di più lo sono i social network nella società moderna. Come studenti del YLab for social and digital innovation abbiamo effettuato un’indagine sociale che evidenzia i diversi ruoli, ma allo stesso tempo la forte influenza dei social media nelle diverse prospettive generazionali.

Quali sono i social network più utilizzati?

Dal questionario, evince che gli utenti utilizzano come social principale Instagram, seguito da Facebook, che lascia spazio alle “Instagram Stories” e ai video virali di Tik Tok.  Intramontabile è Twitter, che conserva il suo “fascino”, nonostante la nascita di nuovi social network. Youtube registra un disinteresse, probabilmente dovuto alle nascite di due nuove piattaforme virtuali: una musicale (Spotify) e una specializzata nello streaming e nel gaming (Twitch).

Gli utenti infatti, trascorrono mediamente online tra le due e le cinque ore giornaliere senza eccedere. Pare ovvio, che i social siano utilizzati prevalentemente come strumento di svago. Tuttavia, un’esigua minoranza considera i social come un buon canale di informazione, poiché i nuovi social network sono ritenuti affidabili, così come i vecchi strumenti di divulgazione che sono sfavoriti rispetto ai nuovi.

Le patologie da social network: social media addiction

Qualsiasi social si scelga, si è esposti inevitabilmente a rischi: sconosciuti per alcuni, conosciuti e già affrontati per altri. I canoni estetici esposti nel mondo dei social ha un livello decisamente elevato, e contribuiscono ad una crescente diffusione di stereotipi che sembrano influenzare gli utenti, soprattutto il pubblico adolescenziale.  Contrariamente alle aspettative, il 35.8% degli interrogati non si sentono condizionati da essi.

Fortunatamente i dati ottenuti mostrano che solo un quinto degli intervistati ha subito fenomeni di cyberbullismo che ne è stato testimone. Anche in questo caso la risposta è stata particolarmente interessante in quanto, nonostante i nostri risconti siano stati positivi, questo fenomeno è un effetto collaterale dell’utilizzo improprio dei social network, che ha forti ripercussioni soprattutto tra gli adolescenti e gli individui più sensibili.

Abbiamo chiesto inoltre, se fossero stati a contatto con alcune delle frequenti pratiche che si riscontrano nel mondo dei social, quali l’oversharing e friendship addiction. Entrambe, sono state soggetta a critiche dai partecipanti, in quanto l’eccessiva pubblicazione di contenuti privati e la continua “caccia ai followers” possono essere visti come forma di egocentrismo, allo scopo di ottenere approvazione, consensi e visibilità. Infatti, la maggior parte dei partecipanti ha risposto di non essere favorevole oppure solo in parte.

Lavoro e social network

Negli ultimi anni si sono sviluppate nuove figure professionali che svolgono il loro lavoro tramite l’utilizzo dei social che offrono nuove opportunità d’impiego. Esse spesso vengono sottovalutate e considerate meno dignitose rispetto alle “professioni tradizionali” a cui parte degli intervistati (37%) resta ancorata.

Probabilmente questo limite deriva dal fatto che questa professione è nata recentemente e quindi fa sorgere molti dubbi, dati dalla disinformazione, riguardo i meccanismi su cui si basa. Dalle risposte emerge che solo un esiguo 5% degli intervistati ha già un’occupazione in quest’ambito innovativo.

Privacy e sicurezza dei social network

L’esposizione di dati e immagini personali sui social comporta il rischio che essi vengano utilizzati illecitamente, tuttavia i risultati in questo caso, sono rassicuranti poiché la maggioranza di utenti, afferma di non essere stata vittima di questo fenomeno. Solo il 17% degli intervistati afferma di aver vissuto questo atto illegittimo che, in molti casi, resta impunito in quanto c’è spesso superficialità nel consentire il trattamento di dati personali e quindi ci si può imbattere in hacker esperti, difficili da rintracciare.

Oltre questo a questo fenomeno, si aggiunge la problematica riguardo il fatto che alcuni utenti postano contenuti che non rispettano i termini e le condizioni d’uso di un determinato social network (ad esempio contenuti violenti, pornografici e che incitano all’odio). Infatti, abbiamo riscontrato che la quasi totalità dei partecipanti ritiene che il controllo dei contenuti pubblicati sia scarso o inefficiente e che quindi debba essere migliorato.

La politica e i social network

Più della metà degli intervistati propone un aumento dei controlli, volti anche ad ostacolare la manipolazione delle informazioni che alimenta una propaganda illecita. La popolazione intervistata che sui social network vengano somministrate delle informazioni manipolate che tentano di manovrare l’opinione pubblica a scopi propagandistici.

Indagine sociale realizzata dagli studenti del YLab for social and digital innovation Alessandro Mari, Enrico D’Andrea, Fabiola Marongiu, Federica Spiezio, Marta Riva, Massimiliano Melillo, Pietroluigi D’Amico, Rosaria Izzo

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