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Andrea De Rosa, nato a Roma nel 1986, è un attore e sceneggiatore italiano. Dopo la maturità, nel 2003, comincia a frequentare corsi di recitazione presso la “Scuola di Cinema“ e successivamente presso la scuola “Fiorenzo Fiorentini“. Questa esperienza lo porta a conoscere diversi attori e registi e, nel 2005, viene scelto per recitare la parte di “Massi“ nel film “Notte prima degli Esami (regia di Fausto Brizzi).

Sempre nel medesimo anno, fino ad arrivare al 2006, è protagonista di diversi cortometraggi e partecipa anche alla serie tv su Canale 5 “Distretto di Polizia 6“. Nel corso degli anni continua la sua carriera tra teatro e cinema, facendo comparire il suo volto anche all’interno delle web-serie. Infatti, è tra i protagonisti di “The Series“ (regia di Daniele Barbiero), in onda una volta alla settimana su YouTube dal 2012.

Nel 2018 viene scelto dal giovanissimo aspirante regista irpino Samuel di Marzo per interpretare una parte nel film “Guardare Oltre“. Una pellicola dalla trama molto avvincente che catapulta la nostra società in uno scenario futuristico molto drammatico, ove un regime dittatoriale ha il pieno controllo sul mondo. Attraverso metodi brutali e violenti ogni cenno di ribellione viene soppresso. Sono vietati i libri e la cultura, completamente spazzata via da una manovra malvagia, volta solo a detenere il potere esercitando il controllo su persone che vivono nella paura e nel terrore. Andrea, sarà l’ago della bilancia di una ribellione che proverà a rovesciare il regime. Ci saranno intrighi, flashback e grandi colpi di scena, degni di un film che è un po’ lo specchio della società attuale.

Le riprese sono terminate proprio ieri, domenica 13 Maggio, mentre l’uscita è prevista per la fine di Luglio. Approfittando del soggiorno di De Rosa in Irpinia, abbiamo avvicinato l’attore con le nostre telecamere e gli abbiamo chiesto di raccontarci come sta vivendo quest’esperienza.

“Ho sposato il progetto perché mi piace la sceneggiatura. I ragazzi, pur se giovanissimi e alle prime armi, sono molto bravi e hanno negli occhi la voglia di dare il meglio, particolarità che apprezzo tantissimo“ – queste le parole di Andrea de Rosa, che continua – “La trama è molto avvincente. C’è questo dittatore che controlla praticamente tutto. Un regime molto totalitario che censura ogni cosa: dai libri, che sono vietati, alla libertà di espressione. Siamo in una società proiettata non sul volere ma sul volere molto di più e l’unico modo per poter invertire questo rullino di marcia è combattere. Ma la lotta va fatta attraverso la cultura, perché per un capo di stato sarà sempre più facile esercitare il potere su un popolo ignorante e rendere ogni persona alla stregua di un manichino piuttosto che controllare chi sa agire attraverso un ragionamento personale“.

L’attore ci illustra anche il suo pensiero sulla tecnologia e sul grande impatto che hanno avuto i social network sulle televisioni e sulla nostra vita.

“Il web ha dei lati positivi e negativi – spiega – nel primo caso, alcune notizie controllate e non rivelate dalle tv possono essere trovate ma, nell’altro frangente, ci si può ritrovare a dover fronteggiare delle fake news, nate per creare scompiglio. D’altro canto, io credo che il web sia positivo per chi abbia voglia di farsi conoscere. Ci sono tante persone che non hanno agganci o conoscenze che, attraverso qualcosa di proprio, possono scalare le classifiche perché il mondo virtuale non ha confini ne limiti. Ma attenzione, bisogna comunque stare attenti perché il web, come le tv e la stampa restano sempre armi a doppio taglio“.

De Rosa conclude lanciando un messaggio agli aspiranti attori che si stanno affacciando al giorno d’oggi in questo settore molto complesso.

“In Italia è sempre più difficile al giorno d’oggi divenire attore, ma dicendo questo non voglio sconsigliare le persone ma semplicemente avvertirle. Se la volontà nasce per puro sfizio è meglio lasciar perdere perché le conseguenze a livello personale possono essere fastidiose. Se invece si ha la voglia di trasmettere delle emozioni attraverso una scena teatrale e i diretti interessati ritengono di esserci portati, che lo facciano, ma cercando sempre di rimanere intatti perché, come sanno tutti, è un mondo un po’ complicato con tante difficoltà al suo interno“.

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