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Ennio Morricone: le Frasi e le Colonne Sonore Più Belle |

Ennio Morricone: le Frasi e le Colonne Sonore Più Belle

Oggi, 6 luglio, con immensa sorpresa è morto Ennio Morricone, conosciuto da tutto il mondo come grande compositore, musicista, direttore d’orchestra e arrangiatore. Era nato a Roma nel 1928.

Ennio Morricone Wiki: la Biografia

Il giovane Ennio, dopo essersi diplomato al conservatorio, comincia a suonare come trombettista in diverse orchestre di Roma, facendosi una cerchia di contatti nel mondo dello spettacolo. È nel 1955 che comincia a creare musiche per i film, nel contempo lavora, però, come arrangiatore per la casa discografica RCA italiana, così i brani che3 arrangerà diventeranno ben presto dei grandi successi. Non tralascia, però, il suo amore per la musica classica, continua, infatti, a crearne.

Nel 1958 viene assunto come assistente musicale alla Rai, anche se si dimette il primo giorno, poichè gli è stato detto che gli sarebbe stata preclusa ogni possibilità di carriera e che, inoltre, le musiche da lui composte per volontà del direttore generale, non sarebbero state trasmesse.

Ha poi cominciato, 4 anni dopo, ad arrangiare le musiche di Edoardo Vianello: Guarda come dondolo, Abbronzatissima e O mio Signore. Seguirà poi Sapore di Sale di Gino Paoli e Se Telefonando, uno dei più grandi successi di Mina.

Nel 1964 Ennio comincia a collaborare con un vecchio compagno di classe, Sergio Leone. Fu infatti con lui che cominciò ad avvicinarsi al western, componendo canzoni, oramai molto conosciute, su questo genere. Il compositore, però, si è cimentato in praticamente tutti i generi musicali: Dalla fantascienza, al thriller, alla commedia, per passare per il melodramma e i film storici.

Morricone vinse il suo primo Nastro d’Argento nel 1965 in seguito al film di Sergio Leone “Per un pugno di dollari”, e il successivo nel 1970.

La prima nomination per un Premio Oscar, arrivò nel ’79 per la colonna sonora di “I giorni del cielo” e nel ’86 quello per “Mission”. Poi 2 Golden Globe, pausati da un Nastro d’Argento, e un altro BAFTA per la colonna sonora di “C’era un avolta in America”, altro film di Leone.

È morto durante la notte, all’età di 91 anni, in una clinica, in cui era stato ricoverato in seguito ad una caduta con conseguente rottura del femore.

Le colonne sonore più belle e famose di Ennio Morricone

“Il buono, il brutto e il cattivo”

Con le colonne sonore comincia nel 1966, con uno dei più celebri western nella storia del cinema: “il buono, il brutto e il cattivo” di Sergio Leone.

“C’era una volta in America”

Nell”84 è stato premiato per miglior colonna sonora, nel film “C’era una volta in America”.

“C’era una volta il west”

Il film presenta un tema musicale che si riferisce a ciascuno dei personaggi principali e allo spirito del West americano. Durante l’inizio del film, Leone e Morricone fanno utilizzo di un numero di suoni naturali, per esempio una ruota che gira nel vento, il suono di un treno, locuste, fucili da caccia, ali di piccioni ecc., oltre all’armonica suonata dal personaggio di Bronson, dal momento che il suono dell’armonica è “dentro il film” piuttosto che una vera colonna sonora.

“Mission”

Il regista propose solo dopo il montaggio la stesura delle musiche ad Ennio, che, dopo aver visto il film, rifiutò giudicandolo completo anche senza colonna sonora. Solo l’insistenza di Joffé fece cambiare idea al compositore.

La colonna sonora comprende brani che sono tra i più celebri della storia del cinema, come Gabriel’s Oboe. Grazie alla quale Morricone vinse il British Academy of the Film and Television arts, il Golden Globe ed ebbe una candidatura all’Oscar.

“Per un pugno di dollari”

Saltiamo al ’64, con un altro film di Leone.

Terminato il montaggio del film, Sergio Leone pensava di affidare a Lavagnino la colonna sonora del film, in quanto i due avevano già collaborato insieme nei precedenti film del regista romano. Colombo consigliò, tuttavia a Leone di mettersi in contatto con il compositore romano Ennio, che aveva già creato la canzone per “Duello nel Texas”. Benché molto restio, Leone decise di incontrare Morricone e di proporgli la visione del film. Il regista, dunque, si recò a casa del compositore, scoprendo che era stato suo compagno di scuola alle elementari. Notandone la buona fede, Leone decise di concedergli un’occasione e affidargli la colonna sonora del film.

“Per qualche dollaro in più”

L’Oscar non basta a premiare un capolavoro del genere, che ti porta in un’altra dimensione.

“Malèna”

Se il maestro, con questa colonna voleva raggiungere gli animi della gente, ci è riuscito, è infatti una musica che trascina nel mondo di Malena e ci fa vivere con lei.

“La leggenda del pianista sull’Oceano”

Questa colonna sonora, che ha impiegato quasi un anno nella stesura, è composta da almeno trenta brani, e nel 2000 è riuscita ad aggiudicarsi un Golden Globe per la migliore colonna sonora.

“Il mio nome è Nessuno”

La colonna sonora è composta da 23 tracce, curate da Ennio, e che vedono la partecipazione di alcuni tra i più noti collaboratori del musicista.

“Il clan dei Siciliani”

Una delle colonne sonore più belle e significative che ha composto, sebben non tra le più conosciute.

I film per cui ha composto musiche e colonne sonore non sono solo questi, ma abbiamo cercato di raccogliere i 10 migliori nella nostra opinione.

Le frasi più celebri di Ennio Morricone

In svariate interviste, Ennio Ha tirato fuori delle frasi che “l’hanno creato” e che ce l’hanno fatto conoscere come quello che è stato, con tutte le difficoltà che ha avuto e i suoi pensieri. Eccone alcune.

“Ho sposato una siciliana, il che mi ha permesso di conoscere da vicino la sicilianità. Ma grazie all’arte di Tornatore ho avuto la conferma delle mie sensazioni su questa terra che è bella anche per le sue contraddizioni oltre che per la sua umanità. Quello siciliano è un popolo eletto nei migliori casi e nei peggiori. E credo che a prevalere sia certamente il suo lato positivo”.

“[…] nell’amore come nell’arte la costanza è tutto. Non so se esistano il colpo di fulmine, o l’intuizione soprannaturale. So che esistono la tenuta, la coerenza, la serietà, la durata”.

“La musica mi ha salvato da fame e guerra. Ma l’arte è puro talento, la sofferenza non c’entra”.

“Intervistatore: crede in Dio? Ennio: Certo, con qualche perplessità sul dopo”.

“Essere originali diventa sempre più difficile”.

“La musica esige che prima si guardi dentro se stessi, poi che si esprima quanto elaborato nella partitura e nell’esecuzione”.

“Quando scrivo nessuno mi può aiutare, perché chi scrive ha qualcosa di personale da dire”.

“Nei casi di plagio la malafede salta subito agli occhi. Cioè: alle orecchie”.

“Io penso che, quando fra cento, duecento anni, vorranno capire com’eravamo, è proprio grazie alla musica da film, che lo scopriranno”.

“A chi mi chiede di parlare di “western all’italiana” rispondo che parleremo un’altra volta. Odio quel termine: lo trovo riduttivo, superficiale, provinciale“.

“Purtroppo sono talmente scettico sulle congratulazioni che mi fanno che penso soltanto se ho fatto il mio dovere”.

“Non scrivo per il successo. Scrivo per me”.

“La musica poi è intangibile, non ha sembianze, è come un sogno: esiste solo se viene eseguita, prende corpo nella mente di chi ascolta. Non è come la poesia, che non necessita di interpretazione perché le parole hanno un loro significato. La musica può essere interpretata in vario modo. Una composizione per una scena di guerra può essere intesa anche come brano che accompagna una danza frenetica”.

“Posso avere anche centomila persone, alle spalle: non me ne accorgo. Sono troppo concentrato, sono solo. Solo fino agli applausi conclusivi. Allora tutto si scioglie. Il miracolo s’è ripetuto un’altra volta. E posso passare anch’io dalla parte del pubblico”.

“La musica di Mission è scaturita da un’emozione violenta, mi è quasi arrivata dall’esterno”.

Spero che quueste frasi e colonne sonore aiutino a ricordare per sempre il grande Maestro che è stato.

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Studentessa del liceo Galilei di Trento, mi piace scrivere perchè è un modo per esprimere le mie emozioni e per guardare il mondo con occhi diversi

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