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Il campo italiano alla battaglia di Magenta: Descrizione ed analisi dell'opera | YPeople.it

Il campo italiano alla battaglia di Magenta: Descrizione ed analisi dell’opera

Il campo italiano alla battaglia di Magenta: la descrizione e l’analisi dell’opera di Giovanni Fattori. L’arte che ci parla della storia attraverso un campo di battaglia.

Il dipinto in questione, realizzato a olio su tela, come si evince dal titolo, rappresenta la battaglia di Magenta, combattuta tra austriaci e franco-piemontesi il 4 giugno 1859 e conclusasi a favore di questi ultimi.

Il campo italiano alla battaglia di Magenta: Descrizione ed Analisi

come tramanda la storia , quest’episodio è avvenuto durante la Seconda guerra d’Indipendenza, nell’arco di tempo che va sotto il nome di Risorgimento. Questo periodo storico contribuì a spianare la strada con la successiva liberazione di Milano. Un evento trionfale dunque, immortalato in molte opere d’arte ma non in quella di Giovanni Fattori. L’autore di questa straordinaria opera pensò prima di tutto al sacrificio delle tante, troppe vittime, facendo passare la gloria in secondo piano.

La descrizione dell’opera di Fattori

agli occhi di un neofita dell’arte, nel quadro saltano all’occhio: un campo martorizzato con evidenti segni di un precedente conflitto, soldati esamini, con armi e zaini ancora accanto. Un carro in movimento, con a bordo due suore crocerossine, attraversa quel funesto sentiero: le due donne appaiono solerte ad assistere e raccogliere feriti. Dal lato destro del dipinto, gruppi di militari  s’incamminano verso il fronte ma alla vista di quell’orribile scempio i comandanti a cavallo decidono di scortare il carro dei feriti.

Tutti i soldati sono inquadrati in prevalenza di schiena, anche i feriti sul lato destro, ciò nonostante, da come sono posizionate le loro figure, si evincono chiaramente segni di grande stanchezza e affaticamento. In lontananza s’intravedono nuvole di fumo, a evidenziare che la battaglia è ancora in corso.

Solo due alberi, dal tronco esile, s’innalzano verso il cielo; un cielo terso, sgombro da nubi, che permette allo sguardo dell’osservatore, di uscire fuori da quel tragico scenario fino guardare oltre l’orizzonte… forse per immaginare un mondo idilliaco che nella realtà resta un’utopia.

La vittoria al costo del sangue, i sacrifici per l’ideale della Nazione, in cambio di tante vite umane, questo il prezzo che molte persone hanno dovuto pagare per l’Unificazione dell’Italia.

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Angela Avino (Studentessa YLab Unisa 2018/19)

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Gianmarco Abate nato il 20 Giugno del 1989 laureato in Geologia con il cuore a spicchi 🏀 Sangue verde come i colori dell'Irpinia 💚 Quasi giornalaio...ehm, giornalista.

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