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Young Henry a YPeople: “Noi giovani sottovalutati, serve fiducia”

Chi l’ha detto che la nostra è una gioventù bruciata? Questa è la domanda che mi pongo quando, come in questo caso, riesco ad interagire con un ragazzo di appena 16 anni.

Vincenzo Bracciante, classe 2002, originario di Salerno, si è appena affacciato nel mondo dell’Hip Hop con una determinazione sfacciata, consapevole della lunga salita e degli innumerevoli gradini da scalare, in un mondo che è in continua evoluzione e affollato in termini di concorrenza, pure spietata.

Si fa chiamare Young Henry e “Goodfellas“, prodotta da Egidio Pignataro, segna il suo esordio in rete, dimostrando di essere portato per questa strada che, come ha già potuto constatare, si presenta non facile da percorrere…

Comunque, a differenza di altri ragazzetti altolocati e capricciosi, Young Henry è un rapper con la testa sulle spalle, umile e talentuoso. Tocca a lui restare con i piedi per terra, continuare a studiare e a dedicarsi giorno per giorno nella sua passione.

Dopo questa ramanzina da padre vissuto (ho solo sette anni in più, ndr), YShow ha deciso di regalare a Young Henry il suo primo spazio per presentare il suo primo videoclip, girato da Davide Gatto. Oltre ad essere felici per Young Henry di aver preso a cuore questa intervista, vorrei personalmente ringraziare la nostra bella e brava collega Federica Caso, che ci ha segnalato questo nuovo talento pronto a darci soddisfazioni.

Vincenzo, è un grande piacere per noi di YShow essere la tua prima vetrina per farti conoscere ai nostri lettori. È un piacere anche perché sei un ragazzo giovanissimo, hai 16 anni ma ne dimostri di più almeno per quanto riguarda ciò che finora hai presentato sul web. Parlaci del tuo primo brano, “Goodfellas”.

“Il piacere è tutto mio, mi state regalando una fantastica occasione…

Pur essendo solo il mio primo brano, è stato un progetto studiato nei minimi particolari. Sono affiancato da ragazzi giovani come me, siamo tutti alle prime armi e ciò che ci caratterizza è che abbiamo tanta voglia di fare e di andare avanti da soli.”

Inizio segnato da un primo intoppo. Ti hanno bloccato l’account del tuo canale YouTube. Cosa ne pensi a riguardo? Quali sono i nemici di Young Henry?

“Il nostro punto di forza forse può essere frutto di invidia. Avevo raggiunto degli ottimi risultati e poi è accaduto questo piccolo intoppo. Non mi sono lasciato abbattere e insieme al mio team abbiamo ricreato un altro account e ci siamo rimessi in pista. Non credo di avere dei veri e propri nemici, o almeno spero! Penso si tratti solo di un po’ di invidia, ecco tutto.”

Quali sono le origini di Young Henry? Sei più concentrato a cosa succede intorno a te nel mercato musicale, oppure mandi avanti le tue idee in un genere che, come ben sai, è difficile differenziarsi?

“Young Henry nasce un po’ per gioco e un po’ per passione. Al 9 anni mi sono avvicinato a quella che è la cultura dell’Hip Hop e ho scritto la mia prima canzone, per gioco, con i miei amici, in cui parlavo del mio quartiere. Ho continuato a seguire questo mondo, a studiare e mi sono deciso a provarci sul serio.

È importante, a mio parere, stare al passo con le tendenze musicali, ma è anche importante portare avanti la propria idea di musica. Il mio obiettivo, è provare a fondere queste due variabili fondamentali per la riuscita di qualcosa che non solo sia alla portata dei giovani, ma che abbia anche un messaggio.”

Hai un progetto di prospettiva? Come pensi di crescere in questo ambito?

“Il mio progetto è quello di presentare sempre prodotti di qualità, portando avanti quelle che sono le mie idee. Come ho detto prima, faccio sul serio. Ormai sono in pista.”

Dicono che giovani e politica non sono un buon connubio: C’è sintonia ai minimi storici, disinteresse. Dicono anche che la nostra generazione (quella dai 15 ai 25 anni) sia una generazione bruciata. Tu sei ottimista per le sorti di questa fascia d’età? Quali sono le ragioni di questa crisi così profonda?

“Io penso che siamo solo sottovalutati, forse abbiamo solo bisogno di qualcuno che creda in noi. Certo, sarebbe utopistico non ammettere che c’è una crisi profonda, però penso che piangersi addosso non abbia alcun senso. Tutti possono riuscire nei propri intenti, l’importante è metterci la faccia e impegnarsi. Sono molto speranzoso, perchè voglio dimostrare ai miei coetanei che non è impossibile farcela.”

E noi, caro Young Henry, te lo auguriamo con tutto il cuore. Sappiamo che ci rivedremo presto!

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